La Legge di Bilancio 2026 conferma il ritorno dell’iperammortamento in sostituzione del credito d’imposta 4.0 e 5.0, con una maggiorazione fino al 180% del costo dei beni strumentali. Per chi gestisce infrastrutture IT, questo si traduce in un’opportunità concreta: cluster di server, sistemi di backup, disaster recovery e piattaforme di virtualizzazione tornano a essere investimenti fortemente agevolati, nonostante siano spesso infrastrutture ormai datate ma ancora critiche per la continuità del business.
L’obiettivo di questo articolo è rispondere a una domanda molto precisa: è possibile migrare da VMware a un cluster Proxmox VE (o realizzarne uno nuovo), migliorare sicurezza e business continuity e allo stesso tempo sfruttare l’iperammortamento 2026? La risposta è sì. Vediamo perché Proxmox VE, integrato in un cluster AXOL Server, rappresenta una combinazione particolarmente coerente con i requisiti dell’iperammortamento 2026 per i beni strumentali hardware e software.
Cosa cambia davvero con l’iperammortamento 2026
Con la Legge di Bilancio 2026, l’iperammortamento torna a essere uno strumento centrale per gli investimenti in infrastrutture digitali. I beni materiali e immateriali strumentali nuovi, se interconnessi ai sistemi aziendali e funzionali alla trasformazione digitale, possono beneficiare di una maggiorazione del costo fino al 180%, con un impatto diretto sulla deducibilità fiscale.
Rientrano esplicitamente nel perimetro dell’agevolazione le infrastrutture di calcolo, i sistemi per la memorizzazione e la trasmissione dei dati e, in modo particolarmente rilevante, le infrastrutture di sicurezza informatica, comprese quelle per backup, disaster recovery e continuità operativa. È esattamente l’ambito di un cluster di virtualizzazione moderno, progettato per ambienti mission-critical.
Requisito dell’iperammortamento 2026 e vantaggio fiscale
C’è un requisito spesso sottovalutato, ma determinante: hardware e software devono essere prodotti in Unione Europea o nello Spazio Economico Europeo. Questo vincolo orienta in modo concreto la scelta tecnologica e dei fornitori.
Possono accedere all’iperammortamento tutte le aziende titolari di reddito d’impresa, incluse le PMI, per investimenti in beni strumentali 4.0 (Allegato IV), tra cui rientrano:
- Software e piattaforme funzionali alla trasformazione digitale
- Infrastrutture di calcolo
- Infrastrutture di sicurezza informatica OT/IT
- Sistemi per backup, disaster recovery e business continuity
- Architetture ridondate e clusterizzate per applicazioni mission-critical
Le percentuali di vantaggio fiscale per le aziende sono molto importanti, ecco un esempio concreto:
- +180% fino a 2,5 milioni €→ il beneficio fiscale stimato è di 43,2%. Il costo di un cluster di server rientra ampiamente in questa fascia
- +100% da 2,5 a 10 milioni € →con un beneficio del 24%
- +50% da 10 a 20 milioni € → il beneficio si riduce al 12%
In pratica, una parte significativa dell’investimento viene recuperata fiscalmente, senza anticipi, bandi o meccanismi complessi.
Perché Proxmox VE rientra nella Legge di Bilancio 2026
Nel contesto dell’iperammortamento 2026, Proxmox VE presenta un ulteriore vantaggio: è un hypervisor europeo, sviluppato in Austria, pienamente conforme ai requisiti normativi sul Made in EU. Se integrato in un cluster AXOL Server, consente di coprire contemporaneamente esigenze di virtualizzazione, sicurezza dei dati, business continuity e riduzione dei costi ricorrenti di licenza.
Per molte aziende che stanno valutando la migrazione da VMware, il tema non è più solo tecnico ma strategico: ridurre il TCO senza compromettere affidabilità, controllo e scalabilità. Proxmox VE è una piattaforma di virtualizzazione matura, basata su KVM e container, progettata per ambienti clusterizzati, alta disponibilità e gestione avanzata dello storage.
Il ruolo di AXOL: non solo server, ma progetti su misura
Un errore comune è considerare il cluster come una semplice somma di nodi hardware. In realtà, ciò che fa la differenza – anche ai fini dell’agevolazione – è l’architettura complessiva: ridondanza, replica dei dati, failover automatico, integrazione con i sistemi di gestione e monitoraggio aziendali.
È su questo livello che AXOL Server si posiziona in modo distintivo. I cluster di server vengono assemblati interamente in Italia, nella sede di Ivrea, e progettati come infrastrutture complete, non come hardware generico. La competenza verticale su Proxmox VE permette di costruire soluzioni coerenti sia dal punto di vista tecnico sia da quello normativo, riducendo il rischio di investimenti non allineati ai requisiti dell’iperammortamento 2026.
La vera leva decisionale: ridurre il rischio, non solo i costi
Per un IT manager o decisore aziendale, il punto non è “spendere meno”. È spendere meglio, riducendo l’esposizione al rischio operativo e migliorando la resilienza complessiva dell’infrastruttura (e perché no, dormire tranquilli sapendo che i dati sono al sicuro).
Nel 2026, l’iperammortamento consente di avere un’infrastruttura scalabile – pronta per AI, Industria 5.0 e digitalizzazione – senza scaricare tutto il peso dell’investimento sul conto economico e senza restare vincolati a modelli di licensing sempre più costosi. È un’opportunità limitata nel tempo, con regole chiare e benefici misurabili.
Trasforma l’iperammortamento 2026 in una decisione concreta
La domanda finale è semplice: ha ancora senso mantenere un’infrastruttura costosa, rigida e poco scalabile, quando esiste un’alternativa solida e incentivata fiscalmente? Nel contesto attuale, la risposta tende sempre più verso il no.
La scelta non è tra aggiornare o non aggiornare, ma tra subire il cambiamento o governarlo con consapevolezza. Per questo, prima di qualsiasi decisione, la cosa più razionale da fare è analizzare l’infrastruttura esistente e simulare uno scenario reale.
AXOL Server offre 1 ora di consulenza tecnica gratuita e la possibilità di simulare online un cluster Proxmox VE, per valutare in modo concreto impatto, costi e benefici prima di investire.
Ora la scelta è solo tua.